Metamorfosi di Cloe Bianco Il gelsomino notturno
Tecnica mista su carta Dimensioni 70×120
Descrizione dell'opera
“Oggi la mia libera morte, così termina tutto ciò che mi riguarda. Subito dopo la pubblicazione di questo comunicato porrò in essere la mia autochiria, ancor più definibile come la mia libera morte. In quest’ultimo giorno ho festeggiato con un pasto sfizioso e ottimi nettari di Bacco, gustando per l’ultima volta vini e cibi che mi piacciono. Questa semplice festa della fine della mia vita è stata accompagnata dall’ascolto di buona musica nella mia piccola casa con le ruote, dove ora rimarrò. Ciò è il modo più aulico per vivere al meglio la mia vita e concluderla con lo stesso stile. Qui finisce tutto. Addio. Se mai qualcuna o qualcuno leggerà questo scritto”
Cloe Bianco
Il suicidio di Cloe Bianco, docente transgender, a cui è stata tolta l’identità oltre che la possibilità di insegnare, è descritto la lei come un rituale sacro, col consumo di cibi e bevande pregiati, un congedarsi dell’anima prima di intraprendere il viaggio dalla vita alla morte, dal regno dei vivi al mondo ctonio, sotterraneo.
Una metamorfosi è una trasformazione, un cambio di stato che dona immortalità. La metamorfosi di Cloe è in un gelsomino notturno, che apre i suoi petali al calar della sera, che simbolicamente rappresenta la dimensione notturna, l’ombra, il femminile. Una trasformazione guidata nel dipinto da formule magiche della psicologia Immaginale, che evocano forze e poteri nascosti, poteri che non siamo capaci di riconoscere in noi stessi, come quelli derivanti dalla nostra genìa, dai nostri avi, che sono anche i nostri più grandi protettori, forze, che potremmo invocare quando ci sentiamo soli, disarmati di fronte alle nostre paure e incapaci di immaginare una vita che ci accoglie.





