Roberta Masala Mura

Roberta Masala Mura

Le radici: infanzia e ispirazione in Sardegna

Sono nata in Sardegna, una terra bellissima e suggestiva, dove ho trascorso l’infanzia e parte della mia giovinezza. La mia famiglia è sempre stata amante delle arti: mio nonno era pittore, scultore e restauratore di mobili e antiche statue lignee per conto della chiesa.
Crescendo in questo ambiente, il mio percorso artistico è iniziato molto presto, influenzato dai luoghi e dalle tradizioni che mi circondavano.

Formazione accademica e primi passi nel restauro

Nel 2005 mi sono laureata in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Successivamente, ho proseguito i miei studi specializzandomi in restauro dei beni storico-artistici, frequentando un master presso Palazzo Spinelli, sempre a Firenze.
Quell’anno ho collaborato con la Soprintendenza Archeologica di Cagliari, partecipando al restauro dei reperti nuragici provenienti dai siti UNESCO “Su Nuraxi” e “Su Nurax’e Crexia” di Barumini.

L’esperienza a Roma e il legame con l’arte

Dopo l’esperienza in Sardegna, ho lavorato per cinque anni al restauro pittorico di opere su tela e tavola in uno storico laboratorio di via Margutta, a Roma.
Questa attività mi ha profondamente sensibilizzata: ho imparato a concepire l’opera d’arte non solo come materia fisica, ma anche come veicolo di significati metafisici e spirituali.

Insegnamento e il profondo legame con la tradizione

Attualmente insegno discipline pittoriche al Liceo Artistico di Porta Romana a Firenze.
La mia pittura nasce da un profondo legame con la mitologia greco-romana e con le tradizioni sarde, spesso di origine pagana. Queste radici culturali raccontano un mondo poetico, non ancora desacralizzato, dove vita e morte, visibile e invisibile, erano accolti come parte integrante dell’esistenza.

La filosofia dietro “Le Metamorfosi”

Nel mito antico, non esisteva un destino migliore o peggiore: ciascuno era chiamato a compiere il proprio cammino, oltre il concetto di bene e male.
Il ciclo pittorico “Le Metamorfosi” nasce dal desiderio di offrire una nuova esistenza agli esseri viventi rappresentati, attraverso una trasformazione ispirata alle “Metamorfosi” di Ovidio.
In questo processo, uomini e donne si tramutano in piante, animali o fiori meravigliosi, indicando così una nuova possibilità e un nuovo destino.

Il rito della pittura come celebrazione della rinascita

L’atto pittorico, nelle mie opere, simboleggia un rituale magico che accompagna e protegge la metamorfosi dell’essere vivente.
Lo sfondo vuoto delle tele rappresenta il mondo invisibile e profondo: la vacuità non è il nulla, ma ciò che si può percepire solo con lo sguardo interiore.

Simboli, spiriti e il coraggio di ascoltare la propria voce

Nelle mie opere, mani magiche, simboli sacri e spiriti emergono dal vuoto, creando un ponte tra i mondi e indicando la via del destino.
Alcuni dei protagonisti che ho rappresentato hanno avuto il coraggio di seguire la propria voce interiore, anche a costo della vita. Proprio questo gesto li ha resi liberi, sfidando una società spesso intrisa di moralismo e pregiudizio.

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